VOCE DEL VERBO ASCOLTARE

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VOCE DEL VERBO ASCOLTARE

NARDO' FOTO ARTE STORIA
ADELE POLO - Dirigente Scolastico
                      Nardò, 8 Maggio 2021


Voce del verbo ascoltare
 
 
“Abbiamo bisogno di contadini,
di poeti, gente che sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il vento.
Più che l’anno della crescita,
ci vorrebbe l’anno dell’attenzione.
Attenzione a chi cade, al sole che nasce
e che muore, ai ragazzi che crescono,
attenzione anche a un semplice lampione,
a un muro scrostato.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere
più che aggiungere, rallentare più che accelerare,
significa dare valore al silenzio, alla luce,
alla fragilità, alla dolcezza.”
 
                                                     Franco Arminio

Il mondo dei social, se da un lato offre indubbie opportunità di comunicazione e incontro, di confronto e arricchimento, allargando gli orizzonti culturali di ogni utente, dall'altro ha indebolito la nostra capacità di percezione e di ascolto. Voci, suoni, rumori, ritmi sembrano ormai omologati, globalizzati e stereotipati. Rintanati nelle nostre case a causa dell'emergenza epidemiologica, attaccati al nostro fedele smartphon o tablet, siamo sottoposti a una quantità indicibile di stimoli sonori il più delle volte precostituiti come il bip delle risposte ai messaggi, delle tastiere (ecco, mentre scrivo ci sto facendo caso), delle suonerie, tutto intervallato dal traffico cittadino e da qualche ambulanza che continua tristemente a sfrecciare. Gli stessi dialoghi delle chat o le discussioni che si creano nei social, sovente sfuggono a qualsiasi regola della comunicazione o netiquette e diventano un dialogo tra sordi. Tutti parlano, nessuno ascolta. Strade e autostrade a senso unico che incidono a loro volta su un pensiero unico.
Rischiamo un po' tutti di finire come Novecento che pur di non abbandonare la sua casa nave  e la sua musica che lo aveva cullato sin da bambino, decide di non scendere per affrontare la vita.  O come Brooks in "Le ali della libertà", che terrorizzato dalla libertà dopo 50 anni di carcere, sceglie il suicidio.
L'inizio della primavera e il calo del contagio un po' in tutte le regioni ci sono d'aiuto per ritornare a vivere, a camminare al sole, godendo dello spettacolo delle nostre campagne, dei nostri piazzali, sagrati, coste, spiagge, riserve naturali. Chiacchierare con un amico guardandosi negli occhi, ascoltare ed ascoltarsi, dare ali alle parole, farle diventare carezze, mani, specchi.
Riscoprire il paese, oggetto in via di estinzione senza il nostro ascolto, senza un nostro progetto, saperlo ascoltare per poterlo testimoniare alle future generazioni. Non per idolatria della cultura locale, non come sdolcinata nostalgia del passato, ma come desiderio di recarsi nelle piazze, nei cimiteri, nella desolazione dei curtigghi, per ascoltare le storie della gente, la voce della natura, per guardare con clemenza i dettagli, gli angoli trascurati da tutti o non conosciuti. Ascoltare anche il silenzio per trovare la calma, la bellezza, la poesia.
Ascoltare dunque, per progettare il proprio spazio vitale, ma anche ascoltarsi perchè quei suoni diventino emozioni, fantasia, energia in grado di far progettare un futuro ed un ambiente più umano.
Fare questo esperimento con i ragazzi a scuola, tra le attività all'aperto, per far loro recuperare un po' di normalità, tra lo stupore dei genitori (ha mpannatu? uno dei loro commenti ahahahaha), per  riprendere in mano la propria dimensione di ascolto, ha rappresentato un'esperienza che va oltre i limiti della disciplina (musica) e dall'ascolto attivo passa alla cittadinanza attiva, al ben-essere, a momenti di quiete che liberano la mente e che facciano recuperare in qualche modo la chiusura forzata che ha reso tutti più stanchi e provati.                                                      
I ragazzi sono stati lasciati liberi di scegliere uno spazio sul piazzale della scuola
di mettersi nella posizione più loro congeniale, e di ascoltare, socializzando poi quello che in ognuno di loro aveva suscitato un'emozione.
L'ascolto attivo procura empatia, benessere, accettazione.
Esercitarsi sull'ascolto aiuta a sapere ascoltare l'altro, a comunicare in modo efficace, a ristabilire quello che rischiamo di perdere ogni giorno: la relazione umana. Ed è questa che ci fa sentire comunità, paese, protagonisti del nostro ambiente, ma ancor più del nostro futuro.
 
                                                                                                                                                              
Adele Polo







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