La Scuola Italiana nel Post-Covid

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La Scuola Italiana nel Post-Covid

NARDO' FOTO ARTE STORIA
Adele Polo, laureata in Pedagogia, Dirigente Scolastico dal 2007 presso Istituti Comprensivi della Provincia di Lecce.
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"La memoria non si spegne"
 
18 marzo,  un anno dal giorno in cui fu registrato il massimo numero di decessi a causa della pandemia legata alla diffusione del Covid-19. Per questo il Parlamento italiano ha fissato questa data come Giornata nazionale in ricordo delle vittime del Covid.
 
Sono ancora tante le vittime di questo nemico invisibile che continua a seminare morte, paura , solitudine. Sono vividi i ricordi di quel mese di marzo, sferzante e doloroso come i camion di Bergamo, come la sirena assordante delle tante ambulanze che sfrecciavano nelle strade delle nostre città, dei nostri paesi. Ricordi indelebili che ci hanno trasportato in una realtà di fragilità, di creature che non si salvano da sole, come il Santo Padre in una piazza vuota ci ha ricordato  davanti ad un Cristo grondante di lacrime di pioggia. Un anno di ricordi che non si spengono, un anno di scuola a distanza alternata a provvedimenti di rientro in presenza, nel rispetto di protocolli di sicurezza molto accurati che hanno impegnato ingenti risorse umane ed economiche. Alunni, famiglie, operatori della scuola in prima linea a raccogliere tutte le forze gli strumenti per non perdere il legame educativo ed affettivo che caratterizza istituzione scolastica da sempre. Si ha la sensazione di rapporti sfilacciati, fluidi, intermittenti... Tanti i treni persi, le webcam spente, le relazioni attraverso un monitor, ma questo isolamento ha portato inevitabilmente ad una riflessione sull' importanza dei legami sociali ed affettivi con i propri pari, sul rispetto di sé e degli altri. Una riflessione sui limiti dell'esistenza in una fase della vita in cui ci si crede supereroi. Ad un anno siamo incredibilmente
 
cambiati, proiettati in un futuro che non conosciamo e nei confronti del quale ci sentiamo più fragili ma anche più uniti, ospiti di un pianeta da salvaguardare più che da trasformare secondo propri individualistici scopi.
 
Un anno di straziante dolore ma anche di cammino verso un'esistenza più umana per i grandi ma sopratutto per i nostri studenti




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