IL GRANDE RICORDO: L'ARNEO

Vai ai contenuti

IL GRANDE RICORDO: L'ARNEO

NARDO' FOTO ARTE STORIA



Teresa Polo - Funzionario Asl Nardò

IL GRANDE RICORDO : l’ARNEO
 
 
Arneo, territorio sterminato di macchia, boschi e masserie che racchiude i toponimi più disparati: da Tèrmite a Pendinello, Manieri e Fattizze, Giudice Giorgio e Case Arse, Tagghiu Tisu, Santa Chiara, Salmenta e Boncore, solo per citarne alcuni.
Queste terre appartenevano alle grandi famiglie del Salento, come i Tamborrino di Maglie, i Personè di Nardò, i Bozzi Colonna di Lecce, che le affidavano a colonia ignorando deliberatamente salari e orari. Anche i Ruffo di Calabria estendevano fin qui i loro possedimenti. La famiglia di Francesco Zuccaro possedeva ben 800 ettari di terra, figurando tra i più grandi latifondisti del Salento.
Dal 1950 al 1951 migliaia di lavoratori occuparono le terre, vi si accamparono, dormendo giorno e notte sotto gli alberi, sotto le frasche. Si soffriva la fame e il freddo. Qualcuno di loro, ogni tanto, tornava a casa, in bicicletta o a piedi, per prendere un po’ di frise e pane da consumare nei campi. Il Governo, infatti, per arginare la totale deriva del Sud e per quietare lo scontento dei contadini, aveva adottato la legge Gullo-Segni (1950), detta anche legge Stralcio, con la quale si autorizzava la distribuzione delle terre incolte ai braccianti e si imponeva ai proprietari terrieri la garanzia, per i contadini, di un certo numero di giornate lavorative all’anno.
 
 



Foto 1: Nardo, anni ‘30. Gruppo di lavoro per la realizzazione della strada Nardò - Avetrana. Il secondo della II fila, dal basso, Francesco Bollino. Accanto, Silvio Paglialunga, Arturo Nuzzi ed Ettore Caracciolo,
(per gent. conc. Umberto Caracciolo).
 
























Foto 2: Nardo, anni ‘30. Gruppo di lavoro per la realizzazione della strada Nardo - Avetrana. (per gent. conc. Umberto Caracciolo)

Il provvedimento, però, aveva escluso moltissime aree del Mezzogiorno, fra cui il Salento e il suo sconfinato Arneo, la zona compresa tra Nardò e Taranto, caratterizzata da una sterminata distesa pietrosa, paludosa, desertica e priva di vie di comunicazione.
L’agricoltura, all’epoca, era la principale fonte di sostentamento poiché, fra il 1946 e il 1948, la disoccupazione toccava in Puglia punte molto alte tra le masse contadine.
Così i braccianti di Copertino, Nardò, Veglie, Carmiano, Salice, Monteroni, si portarono nelle terre d’Arneo e le occuparono. Iniziarono i lavori di dissodamento: pulirono, bruciarono i rovi, tolsero ad una ad una le pietre dal terreno, bonificarono la macchia mediterranea e le paludi. Allo stesso tempo respinsero le pesanti cariche della polizia che intimidiva gli occupanti cercando di farli sgombrare.
La sollevazione contadina mirava a mettere in discussione i salari, i rapporti di proprietà nelle campagne, a distruggere il latifondo, a porre fine ai rapporti di natura semifeudale, ancora presenti nelle campagne salentine.
I primi tentativi di occupazione cominciarono nel 1949, aumentarono nel 1950 quando i contadini partirono alla conquista delle terre, con zappe e picconi, tenuti con spaghi o telai di tavola sulle biciclette, con sellini senza forma, manubri e ruote arrugginite, pedali che cigolavano.
La bicicletta, all’epoca, era il mezzo fondamentale per i contadini, permetteva loro di andare a lavorare e di trasportare il raccolto. Quando cominciarono ad assegnare loro le terre, ogni giorno i nostri contadini facevano chilometri in bicicletta per lavorare quei terreni, riuscendo a conquistare quello che inizialmente si erano prefissato: una terra fertile, quella che oggi è definita rossa terra di Arneo perché ricca di vigneti e di uliveti.
Fu duro raggiungere l’obiettivo, ma finalmente il 7 Gennaio 1951, data storica, venne approvato l’accordo con il Governo e fu inclusa la provincia di Lecce e quindi anche la Terra d'Arneo nella Legge Stralcio e nelle   Bonifiche dell’Ente Riforma.
 
Foto 3: Nardo, anni ‘30. Gruppo di lavoro per la realizzazione della strada Nardo - Avetrana. (per geni. cono. Umberto Caracciolo)
 
Dalle vicende di questo grande evento ritorna alla mente la famosa frase, che difficilmente riusciremo mai a cancellare, che la lotta contadina dell’Arneo riuscì a trasformare “le pietre in pane”. L’applicazione della Legge Stralcio interessò tutti gli strati produttivi, dalla costruzione di case coloniche a quella delle strade, realizzate grazie agli investimenti della Cassa per il Mezzogiorno e al sudore e al sacrificio di quei lavoratori che vediamo, comunque sorridenti, nelle inedite foto di repertorio che abbiamo voluto riportare in queste pagine, per gentile concessione della proprietà.

 
Foto 4: Nardo, anni ‘30. Gruppo di lavoro per la realizzazione della strada Nardo - Avetrana. Il primo a sinistra, in piedi è Ettore Caracciolo; il primo a sinistra, accovacciato, Silvio Paglialunga; il sesto da sinistra, in piedi, Luigi De Marco; il primo a destra, in piedi, ... Mandolfo (per gent. Conc. Umberto Caracciolo).


TERESA POLO

Le foto sono state scansionate da carta stampata, per cui la qualità non è delle migliori, ma offrono, pur sempre, il fascino del ricordo dei nostri predecessori.



            puntoincontro.aps@gmail.com                       C.F. 93150460751
L’Associazione Punto di Incontro Aps , senza scopi di lucro, si è costituita il 24 Settembre 2019, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia, con la relativa iscrizione al Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale - RUNTS -   al numero 430/LE avvenuta in data 01 Dicembre 2020.
73048 - Nardò - Via Seminario, 3





Torna ai contenuti