EDICOLE VOTIVE DELLA NARDO' NASCOSTA

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EDICOLE VOTIVE DELLA NARDO' NASCOSTA

NARDO' FOTO ARTE STORIA
GIOVANNI PERRONE - ARCHITETTO
L'Architetto Perrone è tra le pochissime persone che, attualmente, conosce Nardò sotto tutti gli aspetti. Architettura, Urbanistica,Toponomastica, Topografia della nostra città, non hanno segreti per lui ed anzi è la persona che ha dotato la città di un piano Toponomastico importantissimo ed invidiato da molti comuni.  

4 Maggio 2021
Edicola votiva
 
Madonna Immacolata di via F.lli Bandiera

L’immagine sacra originaria, molto probabilmente risale verso la fine del XVIII sec., commissionata dalla famiglia De Pandi-Zuccaro e realizzata da un anonimo pittore sul prospetto di una abitazione, considerato che l’area in cui ricade era di proprietà degli stessi.
Potrebbe trattarsi dello stesso artista che ha realizzato all’interno del salone di rappresentanza della dimora gentilizia della Masseria Brusca.
Siamo nel pittagio (quartiere storico) di Sant’Angelo, alle spalle della Chiesa di S. Giuseppe Patriarca e confinante con il Palazzo di loro proprietà.
L’opera fu commissionata probabilmente ad una maestranza locale, esperto di lavori da realizzare su superfici murarie, come si può notare anche in altri lavori similari che si trovano all’interno dell’abitazione insistente nella masseria Brusca, appartenente alla medesima casata.
La Vergine Immacolata, rappresenta per la famiglia su menzionata, una venerazione e misticismo tale, che la ritroviamo sia all’interno del Palazzo di via De Pandi nel centro storico, con allestimento e paramenti in legno tipico di una cappella, che nella Chiesetta della masseria Brusca.
L’immagine della Madonna, che ritroviamo oggi, è un lavoro realizzato alla fine degli anni sessanta, che ricalca grosso modo quella originaria, incastonata da una cornice in pietra leccese che la cinge per tutto il perimetro e sormontata alla sommità da alcuni elementi ornamentali-decorativi, dello stesso materiale lapideo.
Il pannello contenente l’Immagine Sacra compreso della cornice, ha queste dimensioni: cm. 120 di base x 160 di altezza.
Questa figura sacra, è stata fatta realizzare dalla signora Luigia Primavera, (probabilmente non autoctona) devota della Madonna Immacolata, individuando un maestro locale nella figura di Arturo Santo, (1921- 1989), già autore di altri lavori simili, nel centro abitato ed in generale nel territorio comunale.
Il maestro, molto conosciuto in città, aveva realizzato tante opere pittoriche, olio su tela, tempera e/o disegni, riguardanti il paesaggio, autoritratti e altro, tanto che il Barone di Portoselvaggio, Angelo Antonio Fumarola, lo definì “un pittore di palazzo”.
Testimonianze
Il lavoro è stato eseguito sulla superficie dell’intonaco già pulita da impurità e ben rasato e liscio, con la tecnica della tempera, una volta rimarcato il disegno sottostante della Vergine Immacolata, si è proceduto alla cromatura.
Il periodo della lavorazione è durato circa venti giorni, nel periodo estivo, come raccontato dalla signora Cosimina Olivieri (1922 – 2018), già affittuaria dell’abitazione dove sul prospetto sono stati effettuati i lavori.
Il cantiere, a cielo aperto, ha visto tutte le varie operazioni svolgersi nella tranquillità di un vicolo cieco all’interno del Centro Storico, alla presenza quotidiana delle signore Cosimina e Luigia.
Le varie fasi di operazioni, venivano condotte quasi in simbiosi, oltre al materiale occorrente che il maestro aveva di professione, la signora Cosimina, non faceva mancare l’acqua e altri piccoli accorgimenti che potevano essere utili durante le fasi di lavorazione.   
Infatti, un giorno in piena estate mentre il “maestro”, stava effettuando le operazioni della cromatura delle vesti della Madonna Immacolata, all’improvviso si abbatté un tipico temporale estivo, il maestro con l’aiuto di Cosimina, coprì alla meglio l’opera con dei teli di fortuna.
Gli stessi, furono appoggiati alla meglio sulla sporgenza della cornice e questo ha permesso al manufatto di non subire danni irreparabili.
Dopo, qualche giorno di attesa, il fondo dell’intonaco tornò nella sua normalità, Arturo Santo, riprese i lavori in piena efficienza, portandoli fino al compimento.
Il sito del cantiere si trovava in un vicolo cieco, questo ha permesso al “maestro” di avere la necessaria tranquillità del lavoro senza quella curiosità di eventuali avventori di passaggio, permettendo, così l’ottima riuscita dell’edicola sacra, dove i colori delle vestigia della Madonna e di tutto l’insieme erano perfettamente armoniosi.
Una volta terminati i lavori, successivamente, venne realizzata una cerimonia di preghiera e di ringraziamento all’Immagine Sacra, alla presenza delle rispettive famiglie di Cosimina e Luigia promotrice-finanziatrice dell’opera, dell’artista e dei vicini di casa.
I commenti, furono tutti positivi, finalmente dopo tanti anni, di oblio e trascuratezza la Vergine immacolata, aveva ripreso l’aspetto originario di lucentezza, luminosità e brillantezza nei colori, ma soprattutto, dava un nuovo impatto sociale di sacralità al vicolo e a tutto il vicinato.
La critica.
A distanza di circa mezzo secolo, ora, siamo ripiombati daccapo al punto di partenza, tutta l’opera risulta fortemente sbiadita e quasi illeggibile, si nota appena la testa della Madonna (foto D) e qualche altro particolare, probabilmente, l’autore Arturo Santo, ha usato dei pigmenti con poca qualità delle sostanze (come i collanti), inoltre  è mancata un’adeguata protezione che potesse contenere i processi di degrado nel tempo, questo ha comportato l’ammaloramento del manufatto.   
Nella slide qui di seguito riproponiamo in ordine.


GIOVANNI PERRONE    



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