Capitolo 1 - Il Brigantaggio prima del 1860 - NARDO' FOTO ARTE STORIA

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Capitolo 1 - Il Brigantaggio prima del 1860

BRIGANTAGGIO
Autore: Prof. Francesco Bove - Preside in Quiescenza
                                   articolo pubblicato il 29 Settembre 2021


        Capitolo 1°           
Il brigantaggio prima del 1860

Il brigantaggio è un fenomeno endemico, diffuso in tutte le società che non hanno superato uno stadio inferiore di ordinamento sia economico che sociale. Il brigante è la figura caratteristica di queste società antiquate e primitive; in questi casi le leggi o sono imperfette e non esistono proprio (“E’ il ricco che ha sempre comandato!”).
I rapporti sociali sono arcaici, la circolazione e il credito inesistenti, con una economia debolissima e con un'ignoranza e analfabetismo spaventosi. Il brigante è l'uomo armato che uccide e si fa giustizia da solo.
Notizie di atti di brigantaggio si hanno nell'Italia meridionale sin dal 185 a.C. quando il pretore Postumo dovette preparare una vera spedizione contro i briganti del Sud.
Eppure, sembra strano che durante il periodo migliore dell’impero l'impero romano, quello della massima espansione, (Traiano, Adriano, Marco Aurelio e Commodo) e della pace più durevole, proprio in questo periodo nel Meridione i briganti insorgano. Imperversa nel Medioevo, ne parla Dante   
nel Canto XII°, versi 136/139, girone 7°, violenti contro il prossimo. Poi si fa sentire nel secolo XVIII durante l'invasione napoleonica sotto Murat; al tempo della Restaurazione sotto Ferdinando I° di Borbone, con le bande dei Vardarelli con i quali deve venire a patti il governo napoletano, con la banda dello spretato Don Ciro Annicchiarico nel Salento, nel 1817, annientata dalle truppe del maresciallo Church.
Bisogna non dimenticare che durante il periodo napoleonico e precisamente con il Murat, il brigantaggio è a servizio dei Borboni contro i Francesi e ha perciò più carattere politico, basta ricordare Fra Diavolo nel Casertano, Mammone, Panedigrano (1).
Ferdinando I, da 'buon' sovrano, dopo il Congresso di Vienna e dopo aver alimentato, aiutato e servitosi del brigantaggio per i suoi scopi, lo sopprime duramente nel 1816.  Il vero e proprio brigantaggio contadino si manifesta però nei secoli XVI/XVII, quando molti contadini in tutta Europa abbandonano i campi per darsi alla macchia, diventando gli ideali campioni della popolazione rurale che li protegge. Il banditismo diventa così una forma piuttosto primitiva di protesta sociale.
Una rinascita del brigantaggio si ha con le grandi rivoluzioni politiche e sociali del XIX secolo in Europa ed anche in America, dove la conquista del West si accompagna ad un pullulare di bande da cui la popolazione è costretta a difendersi come può.
Ma il brigantaggio classico per noi oggi dell'Italia meridionale è quello del quinquennio 1861/1865, dopo la spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, il crollo dei Borboni e il trionfo dell'Unità d'Italia. Anche nello Stato Pontificio, (vedi Giovanni Pascoli nella poesia 'Romagna'), viene nominato due volte il 'Passator Cortese', "... re della strada e re della foresta".
Si tratta di Stefano Pelloni, chiamato ‘Passator’ per il mestiere, tramandatosi dal padre traghettatore, e ‘cortese’ perché compie spesso atti generosi, ma la fantasia popolare lo fa spogliatore dei ricchi per i poveri (visse nella seconda metà dell'800).


Francesco Bove

Grazie per l'attenzione.

(1) 1799: i Francesi istaurano la Repubblica Partenopea nel Sud e i Borboni si ritirano in Sicilia. Ma mentre Napoleone è in Egitto l'esercito del generale russo Savarov (Austria, Inghilterra, Russia e Turchia) l'abbatte. Persino un cardinale calabrese, Fabrizio Ruffo, (i Sanfedesti) al comando di un esercito fedele a Ferdinando IV, con l'aiuto di molte bande di briganti, incita alla rivolta contro i Francesi.



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