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		<title><![CDATA[PUNTO DI INCONTRO-APS    ]]></title>
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		<description><![CDATA[LA BANCA DEI SAPERI E DEL SAPER FARE - BLOG]]></description>
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		<lastBuildDate>Sat, 28 Oct 2023 10:54:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[TERESA POLO - Nardo' e i suoi 'Ulivi']]></title>
			<author><![CDATA[Teresa Polo - Funzionario Asl in quiescenza]]></author>
			<category domain="https://www.nardofotoartestoria.it/blog/index.php?category=PUNTO_DI_INCONTRO_-_APS_%2F_Banca_dei_Saperi_e_del_Saper_Fare"><![CDATA[PUNTO DI INCONTRO - APS / Banca dei Saperi e del Saper Fare]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005F"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Nardo' e i suoi ulivi</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<br><div class="imTAJustify"><img class="image-2 fleft" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/rOOSONE-CON-tORO.png"  title="" alt="" width="337" height="342" /><span class="fs12lh1-5 cf1">Nardo' ha origini antichissime, tra leggende e realta'. La sua fondazione, piu' diffusa, tramite la leggenda, e' riassunta con il mito della fontana, addossata alla facciata laterale della Chiesa di S. Domenico, in piazza Salandra, dove un portentoso e altero toro , nel VII sec. a. C., proprio in questo territorio, comincio' a raspare la terra, in un punto da cui scaturi' una polla d'acqua. Le genti che viaggiavano, e testimoni del segno di buon auspicio, decisero di fermarsi &nbsp;in quel luogo. La nascita di Nardò, come centro abitato, risale al VII secolo a. C., &nbsp;insieme al suo porto di &nbsp;“Emporium Nauna” ( l'attuale S. Maria al Bagno), fu conquistata dai Romani nel 269 a.c. e divenne municipium ( Neritum o Neretum). Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, ( 476) ed in seguito alle battaglie tra Bizantini e Goti &nbsp;( 544), fu assorbita dall'Impero Bizantino (552-554) e per un breve periodo ( 662-690), fu annessa al Regno Longobardo; tra il 901 e il 904 Nardo' fu attaccata e saccheggiata dai Saraceni, provenienti dalla Sicilia. Nel 1055 i Normanni conquistarono la citta' e nella seconda meta' del XIII secolo segui' la dominazione angioina che determino' la nascita e la diffusione del feudalesimo.</span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="cf1">N<span class="fs12lh1-5">ar</span></span><span class="fs12lh1-5 cf1">do' è un luogo unico, ricco di storia e monumenti di grande interesse: un bellissimo castello, un centro storico totalmente ed esclusivamente pedonabile, numerose </span><span class="fs14lh1-5 cb1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1"> chiese, architetture barocche di unico pregio.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Oltre alla bellezza dei luoghi, Nardo' gode, insieme al Salento, di una antichissima e radicata coltivazione dell'olio, anche se le specie storicamente coltivate non sono molto numerose. Questo, forse, perchè, essendo una coltura improntata alla produzione di olio, la ricerca di cultivar di qualita', con caratteristiche ben definite, ha portato ad una forte specializzazione. </span></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1">Sembra che la coltivazione dell'olio, in Salento, risalga al VII sec. a. C. &nbsp;Nel 336 a. C. l'olio salentino veniva gia' esportato in Oriente e a Cartagine, pare, quindi, che il Salento fosse primo territorio per estensione di oliveti. La sua espansione si arrestò solo con le invasioni barbariche e la crisi dell'Impero Romano, riaffermandosi, poi con &nbsp;i Saraceni, tra il IX ed il XVIII sec. d. C.. Furono loro a diffondere la Cellina di Nardo', conosciuta infatti anche come “ Saracena “. E' di forma ovoidale, asimmetrica , da verde a nera. Un'oliva unica nel suo genere, tanto da attrarre gli antichi per il suo intenso colore nero. &nbsp;</span><br> &nbsp;<br><div class="imTAJustify"><img class="image-4 fleft" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/cellina-di-nardo--2---OliveYou-Magazine.png"  title="" alt="" width="204" height="136" /><span class="fs12lh1-5 cf1">La produzione di olio in Salento è principalmente improntata su due varieta': la Cellina di Nardò </span><span class="fs12lh1-5 cf1">e l'Ogliarola Leccese.</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> L'Ogliarola è la varieta' più anticamente conosciuta. Viene identificata con la Salentina di cui parlano i poeti &nbsp;Catone e Marrone, nelle loro opere.. Ha</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> un'elevata produttivita' e grande resa, ma la sua coltivazione ha subito una forte frenata all'inizio del XX sec. A causa della diffusione della “brusca parassitaria”, una malattia che ha indotto a sostituire &nbsp;questa cultivar con la più resistente varietà Cellina. La Cellina ha una resa più bassrande rusticità ed adattabilità. Le olive sono di colore nero-blù e le foglie più ovali e piccole di quelle de'Ogliarola. E' la varietà più largamente diffusa e coltivata.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">L'olivo è stato per secoli fonte di cibo, di cura e di riscaldamento, di materiale da costruzione, di illuminazione, di riparo e anche di ispirazione. L'olio, prezioso, &nbsp;prodotto di questi alberi, è ricchissimo di qualità alimentari e cosmetiche. &nbsp;Negli ultimi anni, incredibile a dirsi, ce stata una certa tendenza a svendere oliveti e olio. Forse si è sentita cosi &nbsp;spesso la storia della scarsa quantità e resa economica dell'olio salentino, che si è finito col crederci e con l'essere complici . Speriamo che l'olivicoltura salentina possa trovare nuova forza partendo dalle sue radici e dal rispetto del territorio e della natura. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">L'olivo è la pianta sacra per eccellenza nel mondo mediterraneo ed è storicamente simbolo di prosperità e benessere sin dall'antica Grecia , dove le coltivazioni di ulivi rappresentavano una </span><span class="fs12lh1-5 cf1">parte &nbsp;fondamentale dell' identità culturale del paesaggio e degli abitanti di quelle zone. Nel SALENTO , la popolazione ha sviluppato un legame profondo con la coltura e la cultura degli ulivi, iniziato circa quattrocento anni fa, quando furono abbattute antichissime foreste di querce e lecci per coltivare questi alberi che sarebbero diventati il fulcro della produzione agroalimentare pugliese.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La diffusione dell'ulivo , nella Grecia antica, coincise con la massima espansione della civilta'. Quanto sta accadendo nel Sud della Puglia, è forse la metafora del decadimento della nostra modernità? Ora, si cerca di inquadrare il fenomeno sociale dell'epidemia da Xylella , una catastrofe che ha coinvolto le abitudini, le menti e le coscienze della popolazione.</span><img class="image-0 fright" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/04.La-sputacchinae-2023-10-31-153706.png"  title="" alt="" width="516" height="316" /></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1">A memoria d'uomo, l'ulivo non ha mai subito un attacco simile a quello a cui è esposto ai nostri giorni. Oltre alle cause e i processi che hanno causato l'emergenza Xylella, è nata, anche, nelle persone, una sorta di svuotamento delle stesse, ed alcune di loro sembrano spezzate proprio come i tronchi degli ulivi millenari sconfitti dalla fitopatologia.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">In questo senso si concentra un'analisi di due strette relazioni entrate in crisi, quella tra individui e patrimonio naturale e quella tra cittadini e scienza. Oggi non rimane che una carcassa &nbsp;vuota, secca e grigia, accampagnata dal grande lutto degli &nbsp;olivicoltori e il legame che è molto più profondo del semplice rapporto tra un agricoltore e le sue piante.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Quest'albero ha accompagnato intere generazioni della stessa famiglia. Alcuni olivicoltori si rifiutano di abbattere i loro alberi per piantare diverse varieta' di ulivi, come la Favolosa ed il Leccino , che sembrano essere molto piu' resistenti al batterio. Non vogliono rinunciare all'unicita' e all'identita' del loro prodotto per fabbricare un olio “INDIFFERENZIATO” senza anima. Altri, invece, hanno iniziato a coltivare queste diverse varieta', &nbsp;pur di far sopravvivere e in altre parole, a continuare e mantenere le loro famiglie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Infine, sembra che, questi alberi, non hanno ricevuto le cure e le attenzioni che meritavano e sono stati abbandonati a loro stessi. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 cf1">Teresa Polo</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Oct 2023 08:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PIERO DE FLORIO - Un Natale di stile a Cerrate]]></title>
			<author><![CDATA[PIERO DE FLORIO]]></author>
			<category domain="https://www.nardofotoartestoria.it/blog/index.php?category=PUNTO_DI_INCONTRO_-_APS_%2F_Banca_dei_Saperi_e_del_Saper_Fare"><![CDATA[PUNTO DI INCONTRO - APS / Banca dei Saperi e del Saper Fare]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005D"><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/PDF-bianco-nero-432X565-icon-def-.png"  title="" alt="" width="169" height="222" /> <span class="fs14lh1-5 cf1"><b>PIETRO DE FLORIO</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div><div><span class="cf1">Un approfondimento dell'Autore, Piero De Florio, nostro Socio.</span></div><div><span class="cf1">Il mese scorso il Punto d’Incontro Aps organizzava, per i propri soci, una visita guidata presso l’abbazia basiliana di Santa Maria di Cerrate, &nbsp;un complesso monumentale.....</span></div></div><div><img class="image-1" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Immagine36--h05xl1905_7aby0x6o.png"  title="" alt="" width="970" height="3" /><span class="fs14lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div><div><b class="fs16lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs16lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs16lh1-5 cf1">Un Natale di stile a Cerrate</b></div></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><div><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5">Il mese scorso il Punto d’Incontro Aps organizzava, per i propri soci, una &nbsp;&nbsp;visita &nbsp;&nbsp;&nbsp;guidata presso &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;l’abbazia &nbsp;&nbsp;&nbsp;basiliana &nbsp;&nbsp;&nbsp;di &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"><b>Santa Maria di Cerrate</b></span><span class="fs12lh1-5">,</span></span><script> var showboxlinkf278d995c33732d7b372b48744ccb6f7 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/01.-la-chiesa-abbaziale.jpg','width': 888,'height': 777,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/02_qmxbmhpw.jpg','width': 1920,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/03.Abbazia-di-Santa-Maria-di-Cerrate-Salento-Lecce-620x330.jpg','width': 620,'height': 330,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/04.Anto005.jpg','width': 1249,'height': 937,'description': null},{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/05.un-tempo-monastero-di.jpg','width': 1080,'height': 1080,'description': null},{'type': 'image','url': 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src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/34434c22ef0b9da92719ab22113c5de133f1391c.4b7b774b611ff4e457b6cc4475dc4b95.jpg"  title="" alt="" width="475" height="268" /></a><span class="fs12lh1-5 cf1"><br>un complesso monumentale risalente a qualche anno prima del 1154 </span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">1</span></b><span class="fs12lh1-5 cf1">. Tra le la pregevoli testimonianze storico – artistiche, stratificate nel tempo fino al sec. XVI, si può ammirare probabilmente la più antica natività iconografica (giacchè non è un presepe a tutto tondo) scolpita ad altorilievo in Terra d’Otranto di cui varrebbe la pena dire qualcosa, in occasione del Natale.</span></div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">I rilievi scolpiti sulla ghiera dell’archivolto del portale duecentesco </span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">2</span></b><span class="fs12lh1-5 cf1"> d’ingresso alla chiesa, seguono il sesto dell’arco, da sinistra iniziano con la Vergine annunciata, la visitazione, l’adorazione dei magi, la natività, la fuga in Egitto e l’arcangelo Gabriele annunciatore </span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">3</span></b><span class="cf1"> <span class="fs12lh1-5"><i><script> var showboxlink0b0d9639afe8d82a3b9f8cf41c1f36fc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/01-1920X1080.png','width': 1920,'height': 1080,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink0b0d9639afe8d82a3b9f8cf41c1f36fc, 0, this)" class="imCssLink">(Fig. 1)</a></i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span><div><img class="image-3 fright" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/01-1920X1080.png"  title="" alt="" width="501" height="282" /></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">La prima e l’ultima scultura si saldano in un unico significato e, pressappoco all’apice, in correlazione alla chiave di volta, si dispongono simmetricamente la scena dei magi e quella della natività </span><span class="fs12lh1-5 cf1"><i><script> var showboxlinke0fea27a74d15509af53dee9c76983b0 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/02-1920X1080_gwop3g0b.png','width': 1920,'height': 1080,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke0fea27a74d15509af53dee9c76983b0, 0, this)" class="imCssLink">(Fig. 2)</a></i></span><span class="fs12lh1-5 cf1">. Ai rilievi della ghiera esterna spetta il compito figurato e narrativo segnato da un forte impatto plastico di tradizione italiana, mente la parte interna dell’archivolto è adornata da motivi vegetali di acanto stilizzati e girali che risentono di un gusto orientaleggiante – bizantino, nello stile approssimativamente dei portali di San Niccolò e Cataldo a Lecce </span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">4</span></b><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5"> e di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina. Si ha quindi, con questa variante astraente, una finalità estetica prettamente ornamentale, come a voler suggestivamente colmare un vuoto (horror vacui), attraverso l’iterazione di elementi ritmici, in una specie di assonanza con la perfezione divina</span><span class="fs12lh1-5"> </span></span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">5</span></b><span class="fs12lh1-5 cf1">. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 cf1">Riguardo al tema figurato i magi indossano il manto regale e portano un copricapo come se fosse un turbante, ognuno regge con entrambe le mani il calice contenente i tradizionali doni. La scultura successiva contrapposta (testa a testa) a quella dei magi, racconta la nascita di Cristo, il Salvatore sta nella culla, scaldato dal bue e l’asinello e accudito dalla madre aureolata. Le due scene sono separate da una fascia con al centro la stella che risplende, sia sulla testa dei magi, sia &nbsp;su quella di Maria. L’astro si trova quasi in asse con la chiave di volta del portale, come a dire: ciò che è qui stabilità architettonica è anche certezza e saldezza della storica incarnazione </span><i class="fs12lh1-5 cf1"><a href="https://www.nardofotoartestoria.it/files/02-1920X1080.png" class="imCssLink">(Fig. 2)</a></i><span class="fs12lh1-5 cf1">. Stilisticamente la matrice romanico – occidentale italiana e transalpina si nota nel marcato aggetto dei rilievi e dal taglio plastico delle immagini che si incurvano, seguendo in subordine la piegatura architettonica del portale </span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">6</span></b><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5"> (si potrebbe pensare, in trasposizione metaforica – sociologica, al controllo monastico/architettura esercitato sui fedeli/scultura)</span><span class="fs12lh1-5"> </span></span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">7</span></b><span class="fs12lh1-5 cf1">, come si verifica nella lunetta del <script> var showboxlinka96a462c6aa0830bb246e1659aea4973 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/Ste-Marie-Madeleine-Vezelay-Relief-Vorkirche-1200x802.jpg','width': 1200,'height': 802,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinka96a462c6aa0830bb246e1659aea4973, 0, this)" class="imCssLink">portale di Sàinte Marie a Vèzelay La Madeleine in Francia (1120</a>) e nel <script> var showboxlink152c98c0f401e67819cbda66c2ec315f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/portico-della-gloria-in-Santiago-de-Compostela.png','width': 1430,'height': 858,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink152c98c0f401e67819cbda66c2ec315f, 0, this)" class="imCssLink">portico della gloria in Santiago de Compostela in Spagna (1188).</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5">L’arrotondamento sporgente delle masse, modellate dalla luce, evidenzia il movimento strutturale, vale a dire, le figure dei magi formano una specie di mezzo giro nello spazio compresso del rilievo e rompono il consueto procedere in teoria alla bizantina, poichè la curva immaginaria tangente i piedi di ognuno diverge, rispetto a quella più in alto, passante per i tre calici, sfalsando le posizioni </span><span class="fs12lh1-5"><i><script> var showboxlinkf6c15c7e256bb21fcebab9ea93317861 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/03-1920X1080.png','width': 607,'height': 1080,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkf6c15c7e256bb21fcebab9ea93317861, 0, this)" class="imCssLink">(Fig. 3)</a></i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span><img class="image-8 fleft" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/03.JPG"  title="" alt="" width="120" height="160" /><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs12lh1-5"> </span></span><span class="fs12lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Però tutti e tre i magi, </span><span class="fs12lh1-5 cf1">alla maniera bizantina, reggono le coppe all’altezza del petto, come si nota,</span><img class="image-9 fright" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/04.JPG"  title="" alt="" width="106" height="141" /><span class="fs12lh1-5 cf1"> per esempio, nel mosaico del corteo dei martiri (seconda metà del IV sec.) in Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna </span><i class="fs12lh1-5 cf1"><script> var showboxlink60f229cdb658df5330cbfeb107778f87 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/04-1920X1080.png','width': 607,'height': 1080,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink60f229cdb658df5330cbfeb107778f87, 0, this)" class="imCssLink">(Fig.4</a></i><span class="fs12lh1-5 cf1"><i><script> var showboxlinke1abd9fc6c6289b2ce36591105c571e8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/04-1920X1080.png','width': 607,'height': 1080,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke1abd9fc6c6289b2ce36591105c571e8, 0, this)" class="imCssLink">)</a></i></span><span class="fs12lh1-5 cf1">. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">Si vede anche un certo richiamo di scuola tardo romana, in quanto le figure, plasticamente aggregate e prive di collocazione spaziale (non vi è neppure fondo), emergono, specialmente nei magi, in una sorta di isolamento o superficie ottica (per una visione dinamica a distanza), rimarcata dalle ombre </span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">8</span></b><span class="fs8lh1-5 cf1">.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">La Madonna </span><span class="fs12lh1-5 cf1"><i><script> var showboxlink620fc5c5b83178653bd3a0e168b922dc = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/03-1920X1080.png','width': 607,'height': 1080,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink620fc5c5b83178653bd3a0e168b922dc, 0, this)" class="imCssLink">(Fig.3)</a></i></span><span class="fs12lh1-5 cf1">, con la veste rigata da pieghe appena incise (come nei magi), descrive con il corpo adagiato ed arcuato un angolo focalizzante la culla/mangiatoia della natività, un po’ come le linee dinamiche o di forza che si notano nei rilievi a Modena o a Parma di Wiligelmo e Antelami. Insomma nel rilievo della natività si produce un movimento insito delle figure (strutturalmente collegato – come osservato – &nbsp;alla curvatura architettonica del portale) &nbsp;che nasce, non da azioni volitive nel tempo, ma da articolazioni, sovrapposizioni e “giro” di masse, a tutto ciò fa da complemento la cristallizzante fissità del tipico o di ciò che è (per il gusto romanico) standardizzato e uniforme </span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">9</span></b><span class="fs12lh1-5 cf1">. Tipico, in altre parole, è il volume ovoidale del bimbo, la fissità delle fisionomie, i nasi pronunciati, i geometrismi dei panneggi e l’esclusione della natura. Inoltre tutto ciò non inficia una certa espressione tattile che si nota nelle teste grandi dei magi, nella torsione innaturale del busto e nella tozza mano della Vergine, nell’ingrandimento sommario ed esagerato dei volti e nell’immobilità ipnotica degli occhi, tutto ciò potrebbe far pensare ipoteticamente che l’artista/scalpellino abbia voluto dare importanza alle parti del corpo deputate a rappresentare più densamente i moti affettivi e interiori </span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">10</span></b><span class="fs12lh1-5 cf1">. Ma, invece, qui si vuole affermare la forza del principio trascendente, tanto da deformare il vero (rarefazione organica) dove le forme perdono valore naturalistico, per diventare espressioni spirituali e segni dell’anima. Quindi l’irregolarità di queste figure inespressive e la loro postura da burattini </span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">11</span></b><span class="fs12lh1-5 cf1"> fissano una certa meccanicità schematica alla composizione che impedisce alle immagini di relativizzarsi nel transeunte perituro e, non era questo, l’intendimento assoluto dell’arte costantinopolitana – romanica.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5">Spunta anche un altro residuo iconografico bizantino: nella natività il bimbo è avvolto nelle fasce </span><span class="fs12lh1-5"><i><script> var showboxlink8843f31b4bf62ecd5227cfc8ffe12579 = {'showThumbs': true,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/05-1920X1080.png','width': 607,'height': 1080,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink8843f31b4bf62ecd5227cfc8ffe12579, 0, this)" class="imCssLink">(Fig. 5)</a></i></span><span class="fs12lh1-5">, </span></span><img class="image-10 fright" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/05.JPG"  title="" alt="" width="115" height="153" /><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5">come nelle opere analoghe bizantine (per es. natività del XI sec. nella chiesa di Chora a Istanbul) dove la Vergine con aureola sta seduta o semidistesa, nel modo più conveniente per le partorienti, una simile impostazione iconologica si vede anche nelle icone russo – bizantine del X secolo e nel mosaico della natività nel palazzo dei Normanni a Palermo. Un ulteriore elemento che richiama l’iconografia bizantina è la preziosa sedia, provvista di schienale con cuscino di seduta imbottito (ornato da losanghe puntualizzate a trapano), con le gambe sagomate in assonometria, un’allusione formale, se decontestualizzata, alla regalità Odigitria di Maria</span><span class="fs12lh1-5"> </span></span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">12</span></b></div><div><b class="fs16lh1-5"><i><span class="cf1"><br></span></i></b></div><div><b class="fs16lh1-5"><i><span class="cf1">Pier</span><span class="cf1">o de Florio</span><span class="imTALeft"> </span></i></b><span class="imTALeft"><b class="fs16lh1-5"><i> </i></b></span></div><div><img class="image-11" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Immagine36--h05xl1905_ljmdipmg.png"  title="" alt="" width="970" height="3" /><span class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5"> </span></span><span class="imTALeft fs14lh1-5"> &nbsp;</span></div></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf2">1</span></b></span><span class="fs12lh1-5 cf1"> Primaldo Coco, Cenni Storici di Squinzano, Salentina Editrice , Lecce, 1922, p. 48 e Paolo Vetrugno, S. Maria di Cerrate: Proposte per una Leggenda della Fondazione, in “Sallentum” n. 1,2,3 &nbsp;Gen. Dic. 1983, a cura Ente Provinciale per il Turismo di Lecce, Editrice Salentina, Lecce, pp. 19 – 28 </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf2">2</span></b></span><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2"> </span><span class="cf1">Pina Belli D’Elia, Paolo Moreno, Raffaele Moreno Cassano, Lecce e la Sua Provincia, L’Espresso, Roma, 1980, p. 15 e cfr. Puglia, Touring Club (guide rosse), 2005, p. 375</span></span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf2">3</span></b></span><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2"> </span><span class="cf1">Secondo la lettura che ne fa: Teodoro Pellegrino, in “Terra Mia” Dell’Abazia di Santa Maria di Cerrate, Editrice Salentina, Galatina, 1970, pp. 51 – 56</span></span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf2">4</span></b></span><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2"> </span><span class="cf1">Cfr. Maria Stella Calò Mariani, L’Arte del Duecento in Puglia, Istituto Bancario San Paolo Torino, 1984, pp.184 - 185</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf2">5</span></b></span><span class="fs12lh1-5 cf1"> Alois Riegl, Grammatica Storica delle Arti Figurative (1897 – 98 / 1899), a cura di Andrea Pinotti, traduz. Carmela Armentano, Quodlibet, Macerata, 2020, pp. 202 -203</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf2">6</span></b></span><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2"> </span><span class="cf1">A. Nuzzo, A. Olivetti, La Chiesa di S. Maria di Cerrate presso Lecce, in Dell’Abbadia di S. Maria di Cerrate, “Terra Mia”, a cura di Teodoro Pellegrino, vol. I Provincia di Lecce, Editrice Salentina, Galatina, 1970, p. 18.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Gioia Bertelli, Arte Bizantina nel Salento. Architettura e Scultura (sec. IX – XIII), in Ad Ovest di Bisanzio. Il Salento Meridionale, a cura di Benedetto Vetere, Congedo, Galatina, 1999, p. 235. L’autrice vede nei rilievi del portale un richiamo a soluzioni d’oltralpe, come per es. nel capitello delle Pie Donne a Mozac nel Puy de &nbsp;Dôme o nel vicino capitello con il Cristo a Saint Nectar</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf2">7</span></b></span><span class="fs12lh1-5 cf1"> Arnold Hauser, Storia Sociale dell’Arte, vol. I (1951), traduz. Anna Bovero, &nbsp;Einaudi, Torino, 1964, p. 212</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf2"><b>8</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1"> &nbsp;A. Riegl, Industria Artistica Tardoromana &nbsp;(1901 – 1923), introduz. Sergio Bettini, traduz. B. Forlati Tamaro e M.T. Ronca Leoni, Sansoni, Firenze, 1952, pp. 82 -85</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf2"><b>9 </b></span><span class="fs12lh1-5 cf1">A. Hauser, op.cit. p. 212</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf2">10</span></b></span><span class="fs12lh1-5 cf1"> Come sostiene, in generale per lo stile romanico, Anton Springer (1883), in A. Hauser, op. cit. p. 214</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf2"><b>11</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1"> H. Hauser, op. cit. pp. 215 - 216</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf2">12</span></b></span><span class="fs12lh1-5 cf1"> Per una ricognizione storico – filologica sugli affreschi di Cerrate si veda: Valentino Pace, La Pittura delle &nbsp;&nbsp;origini in Puglia (sec. IX – XIV), in La Puglia fra Bisanzio e l’Occidente, Electa Milano, 1980, pp. 353 - 354</span></div><div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 12:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA SALUTE DIMENTICATA]]></title>
			<author><![CDATA[Teresa Polo - Funzionaria ASL]]></author>
			<category domain="https://www.nardofotoartestoria.it/blog/index.php?category=BANCA_DEI_SAPERI_E_DEL_SAPER_FARE"><![CDATA[BANCA DEI SAPERI E DEL SAPER FARE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005B"><div><img class="image-0" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/001.Teresa-Polo-Blogger3.png"  title="" alt="" width="214" height="138" /><span class="cf1"><b><span class="fs14lh1-5">Teresa Polo</span></b><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">-</span><span class="fs14lh1-5"> </span><b><span class="fs14lh1-5">Funzionario Asl Nardò</span></b></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Barra-Giallo-36--h05xl1905.png"  title="" alt="" width="914" height="5" /></div><div> &nbsp;</div><div><div class="imTACenter"><span class="fs18lh1-5 cf1 ff1">La salute dimenticata</span></div></div><div class="imTACenter"><span class="cf1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Sono periodi in cui il cittadino neretino inizia a percepire, direttamente sulla sua pelle, un inizio di trascuratezza sia fisica che economica. Le vicessitudini sanitarie del periodo che stiamo attraversando si accentuano, anche e soprattutto, per la mancanza di un ospedale a livello locale. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="ff1">L’Ospedale cittadino, il ‘Sambiasi’ fu istituito nel 1874. Fu creato con le rendite della Congrega della Carità che facevano conto sull’importante legato dei fratelli Giuseppe Oronzo e Fabrizio Sambiasi. A quel legato si unì anche il Comune di Nardò con un sussidio annuo. Il neonato “Ospedale Civile Sambiasi” doveva servire per la cura dei malati poveri della città e dei malati forestieri di passaggio. Il Sambiasi, regolato da uno Statuto organico approvato con Regio decreto 15 Maggio 1885, era amministrato, con pieni poteri, dal vescovo </span><i><span class="ff1">‘pro tempore’ </span></i><span class="ff1">della Diocesi di Nardò. (*)</span></span></div><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1 ff1">L’assenza di un Ospedale pienamente operativo come il Sambiasi rimane per Nardò ed il suo popolo un problema rilevante.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1 ff1">La sua chiusura è piena di misteri, di contraddizioni e di grossi interrogativi.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Si, proprio cosi', gli interrogativi scaturiscono anche in considerazione del fatto che, l'Ospedale di Nardo', si reggeva su un “LASCITO”, da parte della famiglia dei “SAMBIASI”, fra le piu' antiche, nobili e benemerite di Nardo'.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">L’Ospedale aveva il compito di occuparsi degli ammalati poveri, come estremo gesto di vera carita' e forte amor proprio con la differenza, attuale, che, con i finanziamenti pubblici, non si riesce ad assistere, in quanto sopraffatti dalla burocrazia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Tornando indietro nel tempo, e considerando la vera natura del “LASCITO”, cosa ha portato alla decisione drastica, dannosa e fuorviante per il nostro paese, ad individuare una forza giuridica tale da eliminare un “LASCITO”? </span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Era una volonta' testamentaria dei benemeriti che fu rilasciata ad un notaio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Questo documento è ricco di una umanita' infinita. E rende ai suoi fautori onore infinito. Grazie al loro pensiero, che andava oltre il tempo e con capacita' di alto intelletto permetteva, già da allora, di anticipare e attuare assistenza medica a domicilio, cure e distribuzione di medicinali ad ammalati, soprattutto i poveri di questa citta'. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">In forte antitesi con gli atteggiamenti attuali e moderni che, poi, tutto sommato, ne hanno determinato la sua chiusura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Cosa fu così forte da decidere di sopprimere e schiacciare e annullare il cuore cosi grande e nobile dei “Sambiasi”, nonostante le regole dell'Istituzione Amministrativa di un tempo, che rimane documentata. E alla fine, quindi, del tutto ignorata in quanto si regge su un “ LASCITO”, anche se risalente a oltre 200 anni fa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Coloro che disposero questo gesto di volonta', lasciarono tutto ad esclusivo godimento dei concittadini. Persone grandi, encomiabili, ricchi di cotanta gloriosa nobilta' cui si aggiunsero sconosciuti benefattori che vollero raccomandarsi al Sindaco della citta' e al Vescovo Diocesano e loro successori, di vigilare costantemente sulle loro disposizioni, che non sarebbero mai dovute venir meno. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Ma, tale vicenda, piena di puro altruistico pensiero umanitario, non ha avuto riscontro nella politica degli anni '70 in poi.</span></div><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1 ff1">Perche', questo lascito, fu rispettato sino agli anni '70 dello scorso secolo, ma, dopo, con la riorganizzazione sanitaria italiana, rivide tutto l'assetto della gestione, sopprimendo anche l'Ospedale di Nardo'?. Sono gli anni, in cui, misteriosamente, non si ebbe piu' notizia.</span><br><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1 ff1">Le norme legislative portarono ad un cambiamento per la soppressione di ospedali, tali da scavalcare anche un “LASCITO TESTAMENTARIO” e le volonta' d'animo di soggetti di una umanita' inestimabile che donarono beni personali </span><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1 ff1">per curare i poveri.</span><br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Forse, il tempo, ha cambiato gli animi e gli uomini. Ha cambiato, soprattutto, il pensiero di chi governa, non esiste piu' il fine “umanita'”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Quello che è rimasto tale, e sempre, è la vulnerabilita' dei poveri, la loro debolezza del</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">proprio speranzoso pensiero il loro destino soccombente a tutti i cambiamenti, compreso quello di non essere piu' assistiti gratuitamente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="ff1">Dobbiamo, quindi, dire grazie ai cambiamenti sociali selvaggi e discriminatori che porteranno vantaggio solo a chi ha mezzi e capacita' di</span><span class="ff1"> &nbsp;</span><span class="ff1">difendersi; il resto sara' escluso dal mondo ed emarginato, suo malgrado, non avendo le minime possibilita' per potersi adeguare o a stare al passo con i tempi.</span></span></div><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1 ff1">Tale processo alimentera' discriminazioni sociali, anche nei giovani, e di conseguenza nei rapporti umani.</span><br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Il gesto dei “SAMBIASI” non era solo il fatto di assistere i bisognosi in modo gratuito, ma lanciava un messaggio che rappresentava la salute come un diritto per ogni individuo, come processo di dignita' e rispetto per se stessi e per gli altri per una societa' civile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1">Teresa Polo</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-2" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Barra-Giallo-36--h05xl1905_998vjmkm.png"  title="" alt="" width="970" height="3" /><span class="cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">(*) Una storia completa degli Ospedali di Nardò può essere approfondita sul sito #fondazioneterradotranto.it in un articolo pubblicato dal Dr. Marcello Gaballo all’indirizzo:</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">www.fondazioneterradotranto.it/2012/07/20/per-una-storia-degli-ospedali-a-nardo/</span></i></div></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"> </span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 11:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MINERVA PAOLO ARTURO-I FIGLI DEL PECCATO DIGITALE]]></title>
			<author><![CDATA[Minerva Paolo Arturo - Psicologo, Psicoterapeuta. Università di Padova Formatore e libero pensatore.]]></author>
			<category domain="https://www.nardofotoartestoria.it/blog/index.php?category=PUNTO_DI_INCONTRO_-_APS_%2F_Banca_dei_Saperi_e_del_Saper_Fare"><![CDATA[PUNTO DI INCONTRO - APS / Banca dei Saperi e del Saper Fare]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005A"><div><b class="fs14lh1-5 cf1"><br></b></div><div><img class="image-0" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/01a.Paolo.png"  title="" alt="" width="183" height="209" /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs20lh1-5"> <b class="cf1">Paolo Minerva</b></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1">Psicologo, Psicoterapeuta. &nbsp;Università di Padova. &nbsp;Una vita nelle Istituzioni &nbsp;educative &nbsp;e &nbsp;assistenziali del Comune di Milano, un’altra &nbsp;vita &nbsp;come &nbsp;libero &nbsp;professionista &nbsp;e &nbsp;psicoterapeuta… &nbsp;Formatore &nbsp;e &nbsp;libero pensatore.</span></i></span></div></div><img class="image-1" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/barra-orizzontale-h05xl1905_ilnay14l.png"  title="" alt="" width="970" height="3" /> <div><br></div><div><br></div><div><div class="imTALeft"><b class="fs18lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;I figli del Peccato Digitale</b></div></div><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div class="imTALeft"><b class="fs14lh1-5"> </b><br></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>Virtualismi e opportunità delle antropologie comunicative al tempo di Internet</b></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><i><span class="cf1"> </span><span class="cf1">Il tempo di internet e dei social-network ci sollecita a modificare i paradigmi culturali con i quali abbiamo approcciato fino ad ora la quotidianità. &nbsp;A volte con resistenza, timore e fatica, ma anche con curiosità, brivido ed esaltazione. L</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">educazione, la comunicazione, la sessualità, le relazioni... Sono veramente agite in maniera diversa o hanno piuttosto trovato nuovi modi di rappresentazione? Migliori o peggiori? Quali sono i pericoli e le opportunità di questo </span><span class="cf1">“</span><span class="cf1">smarrimento psico-antropologico"?</span></i></span></div><div class="imTAJustify"><b class="imTARight fs14lh1-5 cf1"><br></b></div><div class="imTAJustify"><img class="image-7" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/barra-prova2.png"  title="" alt="" width="156" height="10" /> <span class="fs14lh1-5"><b><span class="cf1">IN</span></b></span><b class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">TER</span></span><span class="cf1">NET E LE NUOVE GENERAZIONI &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Una conseguenza rilevante della rivoluzione comunicativa di internet l’abbiamo sul piano dell’educazione e la preoccupazione che le giovani generazioni trovino nella cultura digitale, nella navigazione in rete, l’occasione di approdi pericolosi. </span></div><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1">È soprattutto una preoccupazione del mondo adulto che ha difficoltà a competere con i più giovani sul piano della </span><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1">“</span><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1">confidenza digitale”.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">I nativi digitali hanno in realtà l’opportunità di acquisire nuove abitudini di esplorazione virtuale del territorio, e questa abitudine si somma, e non necessariamente si sostituisce, all’esplorazione “On the road” che era tipica delle generazioni passate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Certamente il mito statuario di Kerouak entra in competizione con nuovi miti dall</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">identità indefinita, e spesso impersonata dai mille eroi dei giochi di ruolo.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Mettendo a confronto le giovani generazioni degli anni 60/70 con quelle attuali possiamo cogliere il passaggio da un “monoteismo” dell’iniziazione esplorativa, a un più diversificato “politeismo” dell’esperienza iniziatica di conoscenza del mondo, più precoce ma altrettanto ritualistica. L’agito intelligente dell’educatore evoluto (soprattutto nella personificazione genitoriale) non dovrebbe essere quello di contrapporre due diverse visioni del mondo, ma piuttosto comprendere il senso della propria esperienza &nbsp;iniziatica di un tempo per poterla riconoscere nelle forme della contemporaneità, utilizzandole per sostenere i propri messaggi educativi, le attrattive formative necessarie a veicolare i valori.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">I</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> pericoli della strada non sono gli stessi dei pericoli della rete, ma sono entrambi correlati alla stessa percentuale di rischio, quella determinata dalla solidità della piattaforma emotiva/educativa che fa da base di lancio per l</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">iniziazione esplorativa adolescenziale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Resta utile e generalizzabile il criterio validato nell</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">ambito dell</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">abuso di sostanze: il 90% dei giovani che hanno esperienze di consumo, sia saltuario che continuativo, ad un certo punto smettono o entrano in uno stile di consumo moderato e consapevole il quale non si può certo considerare un problema.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Il restante 10% che si avvia ad un consumo cosiddetto problematico non lo fa perché ha iniziato, ma perché aveva a monte disagi emotivi, fragilità caratteriali, carenze educative, mancanza di modelli di riferimento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">L’accentuazione del rischio è in tutti i casi data dalla precocità dell’esperienza e, in secondo luogo dalla massività, dalla “nevroticità”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Allo stesso modo dunque l</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">utilizzo, l</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">uso e l</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">abuso della navigazione in rete segue, tendenzialmente, la stessa logica di autoregolazione.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">I limiti efficaci non sono quelli imposti con le chiavi di accesso e i controlli invasivi, quanto quelli interiori depositati in una coscienza che si è stata ben avviata alla soglia dell’adolescenza, e che si è ben costruita con modelli di riferimento sani.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Il linguaggio irriverente e violento utilizzato talvolta dai giovani nelle reti Social inquieta e preoccupa gli </span><span class="fs14lh1-5 cf1">“</span><span class="fs14lh1-5 cf1">Educatori” e indigna i perbenisti.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Il realtà gli adolescenti si sono sempre espressi, tra di loro, in termini aspri, forti e anche offensivi, nei confronti degli adulti, dei genitori propri e altrui, per alimentare le sfide all'interno del gruppo, confrontarsi, misurarsi sul potere interno, o testare i livelli di tolleranza, ma soprattutto per superare le prove iniziatiche di adesione al gruppo, acquisire il lasciapassare dell’appartenenza, sancire la ribellione al clan familiare e il parricidio / matricidio simbolico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Solo che questo avveniva in luoghi privati, fisicamente delimitati, il gruppo si rispecchiava al suo interno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">I Social offrono opportunità di rappresentazione in una forma che era sconosciuta fino ad ora. È una forma che comprende livelli comunicativi inesplorati dalle generazioni precedenti. Non è solo una forma virtuale che annulla la gravità, il peso delle verbalizzazioni; piuttosto è una forma nuova di intimità che prima trovava spazio solo ed esclusivamente in un rapporto di prossimità fisica delimitata, ed ora invece diventa una paradossale</span><span class="fs14lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><span class="fs14lh1-5 cf1">"intimità pubblica", che è un codice espressivo nuovo, non necessariamente buono o cattivo.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Il gruppo dei pari (...ai nostri tempi) era lo specchio col quale eravamo a tu per tu nella esternazione del pensiero, il passo evolutivo seguente allo specchio di Lacan, esperienza primaria della percezione dell</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">identità e del processo di identificazione.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Lo specchio di Lacan diventa oggi con la comunicazione digitale uno specchio prisma attraverso il quale il pensiero si irradia e si moltiplica e viene percepito da ciascuno con diverse tonalità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">E così dalla rappresentazione della propria identità allo specchio, passando per tutte le possibili varianti deformanti del rimando speculare, si è passati all</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">irradiazione che moltiplica i contatti e i possibili rimandi, con rischi e potenzialità....</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">i rischi di una frammentazione della propria immagine identitaria</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">e la potenzialità della liberazione di identità diverse e sinergiche, arricchenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Resta la tendenza del giovane adolescente al conformismo di gruppo, a sostenere ed alimentare le credenze e i modelli che vanno per la maggiore nel gruppo dei pari.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Ora come allora la tendenza ad uniformarsi al gruppo resta la strategia principale di ribellione dal mondo</span><img class="image-2 fright" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Immagine1_1k8ksri2.png"  title="" alt="" width="407" height="283" /><span class="fs14lh1-5 cf1">degli adulti, e in questo senso é il primo passo sul cammino dell’indipendenza di pensiero, ma allo stesso tempo il rischio maggiore di deriva.</span></div><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1">L’antitodo resta lo stesso in ogni caso, in ogni tempo e con qualsiasi evoluzione tecnologica/comunicativa: </span><b class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1">l</b><b class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1">’</b><b class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1">esercizio alla diversità</b><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1">, che rappresenta il seme di una evoluzione equilibrata.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">E in questo senso lo stesso mondo di Inter<!--[if gte vml 1]><v:shapetype &nbsp;id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" o:spt="75" o:preferrelative="t" &nbsp;path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"> &nbsp;<v:stroke joinstyle="miter"/> &nbsp;<v:formulas> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="sum @0 1 0"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="sum 0 0 @1"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="prod @2 1 2"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="sum @0 0 1"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="prod @6 1 2"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="sum @8 21600 0"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"/> &nbsp;&nbsp;<v:f eqn="sum @10 21600 0"/> &nbsp;</v:formulas> &nbsp;<v:path o:extrusionok="f" gradientshapeok="t" o:connecttype="rect"/> &nbsp;<o:lock v:ext="edit" aspectratio="t"/> </v:shapetype><v:shape id="officeArt_x0020_object" o:spid="_x0000_s1028" &nbsp;type="#_x0000_t75" alt="Immagine" style='position:absolute;margin-left:48pt; &nbsp;margin-top:630pt;width:226.45pt;height:157.1pt;z-index:251659264;visibility:visible; &nbsp;mso-wrap-style:square;mso-wrap-distance-left:12pt;mso-wrap-distance-top:12pt; &nbsp;mso-wrap-distance-right:12pt;mso-wrap-distance-bottom:12pt; &nbsp;mso-position-horizontal:absolute;mso-position-horizontal-relative:page; &nbsp;mso-position-vertical:absolute;mso-position-vertical-relative:page' &nbsp;wrapcoords="-48 -69 -48 0 -48 21601 -48 21670 0 21670 21596 21670 21644 21670 21644 21601 21644 0 21644 -69 21596 -69 0 -69 -48 -69" &nbsp;stroked="t" strokeweight="1pt"> &nbsp;<v:stroke miterlimit="4"/> &nbsp;<v:imagedata src="file:///C:/Users/DINOMA~1/AppData/Local/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image001.png" &nbsp;&nbsp;o:title="Immagine"/> &nbsp;<w:wrap type="through" anchorx="page" anchory="page"/> </v:shape><![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]-->net è sicuramente un alleato potente. &nbsp;</span></div> &nbsp;&nbsp;</div><div><img class="image-8" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/barra-prova2_typ9icn6.png"  title="" alt="" width="167" height="10" /> <span class="imTARight fs14lh1-5 cf1"><b>INTERNET E LA MODIFICA DEI SINTOMI</b></span><br> <div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>Credo che esista una sorta di antropologia dei sintomi, una specificità con la quale i sintomi si manifestano che non è legata alla “patologia”, ma alle culture e alle epoche storiche.</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-3 fleft" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Immagine2_kqlrqep2.png"  title="" alt="" width="398" height="276" /><span class="fs14lh1-5 cf1">L</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">etnopsichiatria di Tobie Nathan ci suggerisce una strada importante per una osservazione antropologica delle sintmatologie.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Ogni luogo e ogni tempo ha il suo modo di esprimere i disagi e le malattie (e probabilmente non solo i disagi che afferiscono allo psichismo), cosi come ogni luogo ed ogni tempo ha il suo modo specifico di esprimere le sue cure e i suoi guaritori.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs14lh1-5 cf1">P</span><span class="fs14lh1-5 cf1">ensiamo all</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">isteria che nella sua forma più originaria descritta da Charcot, sia praticamente scomparsa o ancora al fenomeno del Tarantismo salentino, una forma teatralizzata di rappresentazione di un disagio (e relativa cura attraverso rituali musicali coreutici), fenomeno studiato e descritto da Ernesto De Martino, che in quella forma non si è più manifestata dopo gli ultimi episodi dei primi anni 80.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">O ancora pensiamo ai più recenti studi di etnografia organizzativa, o ancora alla psicogenealogia transgenerazionale, altrimenti definibile in fondo come ”Psico-Antropologia Famigliare”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Questi esempi ci segnalano come siano ridicoli i tentativi di catalogare, diagnosti</span><span class="fs14lh1-5 cf1">care, DSMizzare i sintomi allo scopo di omogeneizzare i filtri di lettura, le diagnosi, le cure, finendo per omogeneizzare sostanzialmente soprattutto i giudizi.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">La distinzione dei sintomi slegata dalle culture delle “tribù” di appartenenza (la famiglia, la società, il gruppo sociale, l’ambiente di lavoro, le “sette” di appartenenza...) finisce per ridurre le possibilità di comprensione del sintomo e le possibilità di guarigione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Un lavoro più utile è forse invece quello, da un lato prendere in considerazione la matrice antropologica del disagio, considerare e studiare le culture delle tribù di riferimento (i rituali, i processi sistemici, i dispositivi, le regole...), dall’altro, sfoltire le distinzioni tra i sintomi, per fare emergere la base archetipa </span><img class="image-4 fleft" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Immagine3_wm22foyz.png"  title="" alt="" width="395" height="273" /><span class="fs14lh1-5 cf1">delle sintomatologie, quella base che può essere considerata veramente interculturale, intergenerazionale, comune della condizione umana.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 cf1">Le diverse forme di rappresentazione del sintomo, che nascono e scompaiono con le culture, ci interpellano sul rapporto tra realtà oggettiva e realtà soggettiva.<br></span></div> &nbsp;<div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">La mente opera in conseguenza di una realtà soggettiva che non è mai corrispondente ad una realtà oggettiva. La realtà soggettiva è quella che possiamo assumere come la propria realtà virtuale, il <span class="fs14lh1-5"><b>“</b></span></span><span class="fs14lh1-5"><b>COME SE”</b></span><span class="fs14lh1-5"> che la mente prende in considerazione per generare comportamenti, emozioni, reazioni psichiche e organiche, allucinazioni e deliri, malattie e guarigioni; il “Come se” che la mente assume come </span><b class="fs14lh1-5">verità</b><span class="fs14lh1-5">.</span></span></div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il processo che dalla realtà oggettiva (colta dalla percezione sensoriale) procede verso la realtà soggettiva (verità) attraversa una </span><b class="fs14lh1-5 cf1">realtà simbolica</b><span class="fs14lh1-5 cf1"> ed una </span><b class="fs14lh1-5 cf1">realtà immaginaria</b><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span><br><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il simbolico e l’immaginario sono gli spazi in cui possiamo intervenire per modificare il processo, ed è, per esempio, anche lo spazio della relazione terapeutica.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Esempio esplicito ed evidente, di come la mente assuma la realtà virtuale soggettiva come unica verità è dato dal fenomeno conosciuto come </span><span class="fs14lh1-5 cf1">“</span><span class="fs14lh1-5 cf1">effetto placebo”: è </span><span class="fs14lh1-5 cf1">il </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>“</b></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><b>come se”</b></span> che genera l</span></span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">effetto, la realtà/verità soggettiva, non quella oggettiva.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Come lo sviluppo tecnologico influenza le nostre funzioni di elaborazione mentale? Non solo per la sua capacità di diffondere e replicare rapidamente le informazioni, ma anche per la sua capacità di rappresentare il virtuale (una sorta di </span><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>“</b></span><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><b>COME SE oggettivo”</b></span>), attraverso quella che viene chiamata Realtà Aumentata (RA), cioè rappresentazioni costruite con dovizia di particolari sensoriali/descrittivi/simbolici che hanno l</span></span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">effetto di ridurre e spesso bypassare la funzione immaginativa, connettendosi direttamente con la realtà soggettiva, diventando verità.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Quanta immaginazione occorreva per decodificare, elaborare, gustare, un film muto in bianco e nero! Oggi, grazie alla tecnologia, il passaggio immaginario viene spesso a mancare.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Questa amplificazione della </span><span class="fs14lh1-5 cf1">“</span><span class="fs14lh1-5 cf1">realtà virtuale oggettiva” avviene anche attraverso le modalità di fruizione delle informazioni che è diventata immediata e vicina ad un approccio istintuale, primario. L</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">esempio più eclatante sotto l</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">aspetto del simbolo di questo ritorno alle modalità istintuali è il concetto del touch screen.</span><br></div><span class="fs14lh1-5 cf1">Toccare un’icona per ottenere una forma di retroazione è il tipico gesto istintuale del bambino che non ha ancora elaborato le capacità del linguaggio e di mediazione cognitiva nell’espressione dei bisogni; è quanto di più arcaico e naturale può avvenire per creare una corrispondenza tra “realtà virtuale oggettiva” e “realtà virtuale soggettiva”.</span><br> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 cf1">Tutto questo non toglie necessariamente spazio all</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">immaginazione.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 cf1">Accade, si, nella misura in cui l’approccio è “nevrotico” (dunque viziato da elementi di massività o di perversione), quando lo spazio dell’immaginario e del simbolico viene cannibalizzato dallo spazio del virtuale oggettivo. Ma può invece favorire una ampliamento dell’immaginazione, grazie alle energie liberate dai processi cognitivi superflui.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non è un bene, non è un male, ma serve con urgenza un "upgrade” delle nostre capacità di presenza mentale" per gestire lo stato di consapevolezza. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">È ancora difficile valutare gli effetti di questa rivoluzione comunicativa, ma credo che dovremo aspettarci un salto di qualità nella rappresentazione dei sintomi.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La funzione immaginativa, peraltro, se è vero che è aggredita dalla rappresentazione virtuale oggettiva della “realtà aumentata”, possiede in se quella possibilità di upgrade necessaria a riprendersi lo spazio di azione, ed è probabilmente lo spazio più importante sul quale agire nel contesto della terapia.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ampliare lo spazio immaginifico sostiene il desiderio, energia fondamentale nel processo terapeutico, energia che invece si riduce se l’immaginario rimane compresso tra la realtà virtuale oggettiva e la realtà virtuale soggettiva.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Questa compressione dell</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">immaginario esiste nell</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">esperienza emotiva umana e non è nata con la Realtà Aumentata.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Per esempio quando si è di fronte ad una malattia definita con “esito infausto”, questa definizione, carica di una forte componente simbolica, viene percepita come una realtà virtuale &nbsp;oggettiva che la mente assume come vera. È lo stesso processo dell’effetto placebo, ma al contrario. La mente si predispone per l’esito infausto, e lo spazio immaginativo è compresso.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Non è escluso che tra gli aspetti positivi delle nuove tecnologie ci possano essere tecniche di creazione di esperienze virtuali agevolanti processi di guarigione.</span></div><span class="cf1">L</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’ambiguità della Realtà Aumentata sta nel fatto che non può essere sostitutiva del processo immaginativo.</span><br><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La potenza e la specificità della Realtà Aumentata è quella di poter mettere insieme una buona dose di elementi sensoriali tipici della realtà oggettiva con una buona dose di elementi simbolici che agiscono direttamente sul piano inconscio.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Sono questi che gli elementi che caratterizzano per esempio i giochi di ruolo, i video di propaganda, la pubblicità.</span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Un altro elemento chiave sul quale agisce la tecnologia in associazione allo sviluppo della comunicazione in rete è un avvicinamento apparente a quello che prima abbiamo definito come livello </span><span class="fs14lh1-5"><b>“archetipo interculturale”.</b></span></span></div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il format dei social-network ha conquistato un livello di intercomunicazione mai raggiunto prima. In tutti i luoghi e le culture del mondo si é sviluppato un codice comune e comprensibile allo stesso modo da chiunque.</span><br> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 cf1">La forme della conoscenza sono come i punti di un cerchio che assumono distanze </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 cf1">diametrali (diametralmente opposte) secondo la cultura di appartenenza, ma che i format dei social network stanno in qualche modo contribuendo ricongiungere in uno stesso punto. Bisogna però distinguere tra forma e contenuto.</span></div><span class="fs14lh1-5 cf1">La dimensione interculturale archetipa riguarda il contenuto, quella del format comunicazionale riguarda, appunto, la forma.</span><br><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Restando su un piano antropologico non ci sfugga il fatto che questa rivoluzione, questo avvicinamento comunicativo interculturale dei format e attraverso i format, per quanto ci appaia pervasivo e globale raggiunge in senso pieno solo un miliardo di persone, e la vera nevrosi / perversione del sistema è rappresentata dal divario sempre più grande che esiste tra chi ha accesso alla tecnologia e chi non ce l</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">ha.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">A vederla con Gilles Deleuze, Internet e le nuove tecnologie, insieme a tutti gli aspetti virtuali, di ampliamento delle risorse disponibili per la conoscenza e l</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">informazione, stanno territorializzando fortemente una parte del genere umano, a scapito però di una deterritorializzazione, impoverimento di</span><img class="image-6 fright" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Gilles_Deleuze-httpsbiografieonline.it.jpg"  title="" alt="" width="228" height="281" /><span class="fs14lh1-5 cf1"> un</span><span class="fs14lh1-5 cf1">’</span><span class="fs14lh1-5 cf1">altra parte ben più ampia.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Si ripresenta dunque anche sul piano tecnologico, come su quello delle risorse primarie e delle risorse economiche e finanziarie, una frattura in rapida espansione tra chi ha accesso e chi non ha accesso alle risorse.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Questa frattura si esprime attraverso dispositivi in parte incontrollati che non sono solo di aumento della distanza e isolamento tra i gruppi sociali ma anche di contrapposizione aggressiva; una aggressività che può avere confini disparati, famigliari e generazionali, razziali, religiosi, culturali in genere, fenomeni che si connettono con un altra dimensione che è molto influenzata da Internet e le nuove tecnologie: il bisogno di </span><b class="fs14lh1-5 cf1">appartenenza</b><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span><br></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<br><div><img class="image-9" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/barra-prova2_f2t2ivhe.png"  title="" alt="" width="273" height="14" /><b><span class="fs14lh1-5 cf1">INTERNET E I PROCESSI DI APPARTENENZA</span></b></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 cf1">La globalizzazione dei format comunicativi ci interpella su quali bisogni primari siano richiamati in questo processo di confluenza.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Qual’era la motivazione originaria di Facebook? Quella di riconnettere nella propria vita le persone del passato, recuperare in qualche modo quelle relazioni che per necessità oggettive di gestione di tempi, spazi, e per una oggettiva difficoltà di gestione dell’ubiquità, non fanno più parte del nostro quotidiano relazionale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La nuova realtà che stiamo sperimentando è che esistono dispositivi che potenziano le nostre possibilità di relazione, includono relazioni che avevamo messo da parte, concretizzano processi immaginari che avevano come supporto esclusivamente la memoria (chissà che fine ha fatto Tizio e Caio).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Anche questa può essere considerata un’opportunità sotto il profilo dell’evoluzione personale e sociale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">È la “<b>nevroticità</b>” con la quale ci si approccia a questi dispositivi che li fanno diventare strumento di deriva. La resistenza all’utilizzo dei social è semplicemente una, più o meno consapevole e legittima paura di restare intrappolati in una PROPRIA gabbia nevrotica, allo stesso modo di quello che era l’atteggiamento nei confronti per esempio della televisione.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>È realistico decretare la potenza della tecnologia, tanto quanto è nevrotico decretarne l</b><b>’</b><b>onni-potenza.</b><b></b></span></div> <div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>È realistico avere paura delle tecnologie, tanto quanto è nevrotico demonizzarle.</b> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ma la scoperta più importante che abbiamo fatto con i Social, al livello dell’accrescimento del potenziale relazionale, è la possibilità di ampliare le nostre <b>appartenenze</b>.</span></div><span class="fs14lh1-5 cf1">L’appartenenza è un bisogno archetipo.</span><br><span class="fs14lh1-5 cf1">Questo bisogno è sempre stato agito attraverso la disponibilità oggettiva della prossimità fisica.</span><br><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Con internet, i Social, i Forum, le Mailing List, i Gruppi Whatsapp… ecc, abbiamo scoperto modalità di comunicazione che contribuiscono a soddisfare il bisogno di appartenenza e anche, in qualche modo, ad alleggerire l’obbligo di appartenenza ai gruppi in carne ed ossa.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Questo può piacere o non piacere, ma se si considera questa un’opportunità aggiuntiva e non alternativa, si scopre che questo ampliamento è qualcosa di utile all’evoluzione personale e sociale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Le controindicazioni (individuali e sociali) intendendo come controindicazioni i fenomeni di “deriva sociale o personale” riguardano il fatto che essendo favorita l’accessibilità all’appartenenza, è favorita anche la formazione di aggregazioni virtuali “liquide” e manipolabili.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">È anche sulla base di questa rinnovata dinamica del processo di appartenenza che possono essere guardati e interpretati per esempio le adesioni ai gruppi terroristici, il fenomeno dei cosiddetti </span><b class="fs14lh1-5 cf1">foreign fighters</b><span class="fs14lh1-5 cf1">.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Ce ne accorgiamo esplorando la differenza nella comunicazione tra il terrorismo degli anni 70 e quello attuale.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">La rete e la propaganda delle BR era costruita sostanzialmente su un passaggio fisico di informazioni, che potevano raggiungere solo le persone in prossimità. L’area dei “simpatizzanti” era caratterizzata solo da una immaginazione dell’appartenenza, e veniva in linea di massima esclusa dall’operatività.</span></div><div><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Oggi l’ISIS, attraverso le nuove tecnologie, internet e la confezione di pacchetti di realtà virtuale, </span><span class="fs14lh1-5"><b>territorializza</b></span><span class="fs14lh1-5"> lo spazio dell’immaginario dei simpatizzanti in maniera molto più concreta, facendo proseliti operativi e attivi.</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1">Il processo messo in atto dalla strategia comunicativa dell’ISIS è quello di “cannibalizzare” lo spazio del simbolico e dell’immaginario attraverso una metacomunicazione che non ha bisogno di contatto diretto, ma lavora ad un livello collettivo, raccogliendo come in un setaccio, le coscienze sensibili e quelle probabilmente indebolite da uno stato di conflitto o insoddisfazione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i><b>Paolo &nbsp;A. MInerva</b></i></span></div></div><div class="imTAJustify"><img class="image-5" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/barra-orizzontale-h05xl1905_ilnay14l.png"  title="" alt="" width="970" height="3" /><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>da: http://www.psychiatryonline.it/node/5881</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i>da: </i></span><span class="fs14lh1-5 cf1"><i> //www.httpsbiografieonline.it</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><i><br></i></span></div></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf2 ff1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 15:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[STEFANIA RESCHI. Una vita semplice fatta con arte e poesia...]]></title>
			<author><![CDATA[Dino Martano]]></author>
			<category domain="https://www.nardofotoartestoria.it/blog/index.php?category=PUNTO_DI_INCONTRO_-_APS_%2F_Banca_dei_Saperi_e_del_Saper_Fare"><![CDATA[PUNTO DI INCONTRO - APS / Banca dei Saperi e del Saper Fare]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000057"><div class="imTAJustify"><div class="imTACenter"><br></div><img class="image-0 fleft" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/STEFANIA-8-copertina.png"  title="" alt="" width="432" height="693" /><span class="fs14lh1-5 cf1">Vi racconto una storia-non storia...è una vita, una vita vera con le sue emozioni, con le sue esperienze, con il suo vissuto, con la sua quotidianità... E' la storia della nostra amica Stefania e di tutto quello che fa nei momenti liberi, ma che noi non conosciamo...</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1">Stefania Reschi è nata ad Aradeo ma vive ed è sposata in Nardò. E' d<span class="fs14lh1-5">ocente di Diritto ed Economia nella scuola secondaria superiore. E' &nbsp;l</span></span><span class="fs14lh1-5 cf1">aureata in Scienze Economiche e Bancarie. Ama la scrittura distinguendosi, già in età scolare, &nbsp;</span><span class="fs14lh1-5 cf1">per stile e con</span><span class="fs14lh1-5 cf1">tenuti. </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Coltiva, da sempre, la passione per la poesia e, ultimamente, anche per la fotografia e il teatro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Partecipa, nel 2021, al concorso internazionale di poesia, letteratura e fotografia, Premio Vitruvio 2021, ideato, diretto e presieduto &nbsp;dall’</span><span class="fs14lh1-5"><b><script> var showboxlinkee5aaaf3c72a1ea96781823d317ee29a = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/Enrico-romano-2-icona.png','width': 297,'height': 446,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkee5aaaf3c72a1ea96781823d317ee29a, 0, this)" class="imCssLink">Architetto poeta, dott. Enrico Romano,</a></b></span><span class="fs14lh1-5"> ricevendo il prestigioso “Premio Speciale della Giuria” all’opera poetica “Al coraggio di ricominciare “.</span></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Nel 2022, la giuria del su citato concorso, Premio Vitruvio 2022, diciassettesima edizione, le conferisce "terza classificazione per la fotografia, con l’opera “Prometter - SI a Santorini “. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Partecipa inoltre a numerosi concorsi di poesia della casa editrice Aletti, pregiandosi delle menzioni di merito, nonché dell’inclusione nelle antologie annuali di poesia della stessa casa editrice. </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Stefania partecipa nel 2021 al </span><span class="fs14lh1-5"><b><script> var showboxlink3d9f4e4e3f3dc8a2de047e7ab5599b64 = {'showThumbs': 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class="fs14lh1-5"><script> var showboxlinke7a204b253ccecc0d82698ca3dbeb39d = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/01.VITRUVIO-2021-INVIATO-STEFANIA.png','width': 812,'height': 1080,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinke7a204b253ccecc0d82698ca3dbeb39d, 0, this)" class="imCssLink">della Giuria -Categoria C-</a></span><span class="fs14lh1-5"><script> var showboxlink46a62d3d69fc575b21e56c6024e87310 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/01.VITRUVIO-2021-INVIATO-STEFANIA.png','width': 812,'height': 1080,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink46a62d3d69fc575b21e56c6024e87310, 0, this)" class="imCssLink"> per la Poesia Singola Inedita</a> &nbsp;p</span></span><span class="fs14lh1-5 cf1"><span class="fs14lh1-5">er l' Opera: </span></span><span class="fs14lh1-5 cf1">"AL CORAGGIO DI RICOMINCIARE" . &nbsp;</span><span class="fs14lh1-5 cf1">Vi proponiamo, qui di seguito, il testo dell'opera premiata:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Al coraggio di ricominciare</i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><div><i><span class="cf1">Non ti &nbsp;ho chiesto perché, &nbsp;né quando</span></i></div><div><i><span class="cf1">abbiamo iniziato a divergere,</span></i></div><div><i><span class="cf1">so solo che ho voluto riemergere</span></i></div><div><i><span class="cf1">da dissonanze, &nbsp;melodie scomparse,</span></i></div><div><i><span class="cf1">in una quotidianità popolata di comparse.</span></i></div><div><i><span class="cf1">Non più soavità …</span></i></div><div><i><span class="cf1">Lasciando sciogliersi il nastro ,</span></i></div><div><span class="cf1"><i>nella passione ho seguito l’astro.</i></span><span class="cf1"><i></i></span></div><div><i><span class="cf1">E mentre l’ impeto duellava con la &nbsp;ragione,</span></i></div><div><span class="cf1"><i>nella fragilità, costruivi la tua prigione.</i></span><span class="cf1"><i></i></span></div><div><i><span class="cf1">Ma, un giorno, le tue lacrime ,</span></i></div><div><i><span class="cf1">nel mio cuore, hanno vibrato,</span></i></div><div><i><span class="cf1">quel che credevo aver cancellato.</span></i></div><div><i><span class="cf1">Le nostre mani, nuovamente, unite dal fato,</span></i></div><i class="fs14lh1-5"><span class="cf1">i nostri respiri in un unico fiato.</span></i><br><div><span class="cf1"><i>Il destino &nbsp;porta lì, dove c’è bisogno!</i></span><span class="cf1"><i></i></span></div><div><i><span class="cf1">Forse ignorava che …</span></i></div><div><i><span class="cf1">io e te</span></i></div><div><i><span class="cf1">siamo parte di un &nbsp;bellissimo sogno! &nbsp;</span></i></div></div></div></blockquote><i><span class="cf1"><br></span></i></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<script> var showboxlink06aa8ce625f8f8629758e90b2bd91605 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 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&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br></div></div></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><div class="cf1"><div class="imTAJustify"><img class="image-5 fleft" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/La-Panchina-dedi-Versi-2021-Stefania-Reschi-2-.png"  title="" alt="" width="368" height="262" /><span class="fs14lh1-5">Lo stesso componimento poetico ha ottenuto, nello stesso anno 2021, una lusinghiera ed inaspetta </span><span class="fs14lh1-5"><script> var showboxlink70ae74da0fa2d6a736312e97f91d4523 = {'showThumbs': false,'media': []};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink70ae74da0fa2d6a736312e97f91d4523, 0, this)" class="imCssLink">MENZIONE DI MERITO nella SECONDA EDIZIONE DI POESIA "LA PANCHINA DEI VERSI</a>" </span><span class="fs14lh1-5">organizzata </span><span class="fs14lh1-5">da una tra le più esclusive comunità letterarie italiane dopo essere stato visionato tra le opere giunte in redazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><script> var showboxlink016126b9dfd09eb5ff749ca743ad5553 = {'showThumbs': false,'media': []};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink016126b9dfd09eb5ff749ca743ad5553, 0, this)" class="imCssLink fright inline-block"><img class="image-7 fright" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/VITRUVIO-2022-INVIATO-STEFANIA.jpg"  title="" alt="" width="306" height="435" /></a></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Successivamente, nel </span><span class="fs14lh1-5"><b>2022</b></span><span class="fs14lh1-5">, Stefania, in maniera eclettica ed innovativa,</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">partecipa allo stesso PREMIO </span><span class="fs14lh1-5"> VITRUVIO, uguale Concorso, nella </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Categoria "I" - Fotografia.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><span><script> var showboxlinkd5ea62aa020a8f3866fd239b8e7a3483 = {'showThumbs': false,'media': []};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd5ea62aa020a8f3866fd239b8e7a3483, 0, this)" class="imCssLink"><b>Ottiene un 'Terza Classificata' per l'Opera "Prometter-Si- a Santorini"</b></a></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><br></span></div></div><div class="cf1"><div class="imTALeft"><span style="width: 327.809px;"><i><img class="image-9" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/promettersi-a-santorini-918x720.png"  title="" alt="" width="328" height="418" /></i></span><i> </i><span class="fs14lh1-5"><script> var showboxlink190937027e66732d639ae3d6d58d89f5 = {'showThumbs': false,'media': []};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink190937027e66732d639ae3d6d58d89f5, 0, this)" class="imCssLink">Prometter-Si- a Santorini</a></span><i><span class="cf1"><i><br></i></span></i></div></div><div class="cf1"><i><div class="imTALeft"><span class="cf1"><i><br></i></span></div></i></div><div class="cf1"><i><div><img class="image-1" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Linea-Retta-divisorio.png"  title="" alt="" width="970" height="3" /><br></div></i></div><div class="cf1"><i><div>Altra Opera:</div><div><br></div><div>"EDERA" &nbsp;<span style="font-style: normal;" class="fs14lh1-5">Questa Poesia , inclusa nell'antologia poetica della casa Editrice Aletti 2020. </span><script> var showboxlink216baa80c8af4e78525e2a1a72b51fbe = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/Pergamena-Dedicato-a..-1280x906-Stefaniia-Reschi.png','width': 1280,'height': 906,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink216baa80c8af4e78525e2a1a72b51fbe, 0, this)" class="imCssLink fright inline-block"><img class="image-6 fright" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Pergamena-Dedicato-a..-1280x906-Stefaniia-Reschi.png"  title="" alt="" width="288" height="204" /></a><span style="font-style: normal;" class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></i><i><div class="imTAJustify"><span style="font-style: normal;" class="fs14lh1-5">Non si può fare una sintesi dell'opera poetica, poichè ogni scrittore, mosso dalle proprie emozioni, cerca di comunicarle, lasciando, tuttavia, ad ognuno la libertà dell'interpretazione soggettiva. In fondo, è proprio questo il bello! </span></div><div><span style="font-style: normal;" class="fs14lh1-5">Stefania Reschi.</span></div><div><span style="font-style: normal;" class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">EDERA</div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs8lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTACenter">Vorrei toglierti le catene che ti frenano il passo </div><div class="imTACenter">E un po’ di quella bambagia,</div><div class="imTALeft"><span class="imTACenter fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Che offusca la nitidezza dei tuoi pensieri .</span></div></div></i></div><div class="cf1"><i></i><i><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5">Restituirti aria, spazio</span><br></div><div class="imTACenter">Nel quale muoverti con leggerezza e leggiadria.</div><div class="imTALeft"><i class="fs14lh1-5"><span class="imTACenter fs14lh1-5"><br></span></i></div><div class="imTALeft"><i class="fs14lh1-5"><span class="imTACenter fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Oggi, il Sole non splende sulla linea del mio orizzonte,</span></i></div></i></div><div class="cf1"><i><span class="imTACenter fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ma c’è un prato</span></i><i><span class="imTACenter fs14lh1-5"><br></span></i><i><div class="imTACenter">Seminato da tempo e finalmente fiorito.</div><div class="imTACenter">Non ti invito a stare con me, </div><div class="imTACenter">S<span class="fs14lh1-5">entendo il profumo dei nuovi fiori… </span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5">Danzo a piedi nudi,</span></div><div class="imTACenter">Sulle note di una musica che suona solo per me.</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">Ho solcato la terra, bagnata di lacrime </div><div class="imTACenter">Soffocando il grido del cuore</div><div class="imTACenter">Nelle notti senza Luna, con le stelle lontane.</div><div class="imTACenter">Ho raccolto due frutti, nel giardino tenuto con cura </div><div class="imTACenter">Rotto, reciso, spezzato il filo di edera verde </div><div class="imTACenter">Abbarbicato nell’anima, adesso muta.</div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5">Vorrei regalare il sorriso smarrito a quelle labbra</span><br></div><div class="imTACenter">Che furono inizio e una pioggia di miele nelle parole disperse.</div><div class="imTACenter">Ma l’orologio batte un tempo ormai passato.</div><div class="imTACenter">Il Sole tornerà a splendere sui frutti non ancora maturi </div><div class="imTACenter">E sbiadirà pagine</div><div class="imTACenter">Scritte sulle foglie, in volo nel vento.<br></div></i></div><div class="cf1"><i><div><span class="cf1"><i><br></i></span></div></i></div><div><i class="cf1"><div><img class="image-4" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Linea-Retta-divisorio.png"  title="" alt="" width="970" height="3" /><span class="cf1"><i><br></i></span></div></i><i class="cf1"><div>Altra Opera:</div></i><i class="cf1"><div><br></div></i><div class="cf1"><div><b class="fs14lh1-5"><span><script> var showboxlink189526a622105c2718b62f3e66604caf = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/Screenshot_20220922_195328.jpg','width': 856,'height': 592,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink189526a622105c2718b62f3e66604caf, 0, this)" class="imCssLink">"All'ombra del Viburno"</a></span> </b><span class="fs14lh1-5">ha ricevuto la menzione di merito nel concorso di poesia, casa ed. Aletti, "La Panchina dei Versi", ed è stata ispirata all'opera pittorica di Marc Chagall "L'abbraccio di due clochard" che vedi in foto:</span></div><div><i><br></i></div><div><i><br></i></div><div><i> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<script> var showboxlinkd362210f754aeb7a8b72c1a1f6a4317f = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/Screenshot_20220922_195328_xajt2w6a.jpg','width': 856,'height': 592,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlinkd362210f754aeb7a8b72c1a1f6a4317f, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-8" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Screenshot_20220922_195328.jpg"  title="" alt="" width="357" height="247" /></a></i><i><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5"><br></span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5"><br></span></i></div></div><i><div class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<script> var showboxlink02a64e7f1eb2f0910f9d9721b3c83bc8 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.nardofotoartestoria.it/files/Screenshot_20220922_173633-2.png','width': 1080,'height': 750,'description': null}]};</script><a href="#" onclick="return x5engine.imShowBox(showboxlink02a64e7f1eb2f0910f9d9721b3c83bc8, 0, this)" class="imCssLink inline-block"><img class="image-12" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Screenshot_20220922_173633-2.png"  title="" alt="" width="355" height="247" /></a><br></div></i><div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5">“ All’ombra del Viburno”</span></div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5 cf2"> </span><br></div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Nel canto mio notturno,</span></div><span class="fs14lh1-5 cf1">sogno all’ombra del Viburno…</span><br><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Ah sapessi, quanta dolcezza! </span></div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Luna tra gli occhi vicini,</span><br></div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5">corpi attratti negli abbracci immemori. </span></div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Il tatto scopre certezze,</span></div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5">affinità di spirito, linguaggio, carezze. </span></div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Galassie tra i sorrisi lievi,</span></div><span class="fs14lh1-5 cf1">silenzio nel buio, che illumina dentro.</span><br><div class="imTAJustify cf1"><span class="fs14lh1-5">Musica lenta e note impalpabili, </span></div><div class="imTAJustify cf1"><span class="fs14lh1-5">a vibrar emozioni inafferrabili! </span></div><div class="imTAJustify cf1"><span class="fs14lh1-5">E il sonno…</span></div><div class="imTAJustify cf1"><span class="fs14lh1-5">Tenue , soave, profondo.</span></div> &nbsp;<div class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Nel canto mio notturno</span><br></div><div class="cf1"><span class="fs14lh1-5">sogno all'ombra del Viburno...</span></div> &nbsp;<i><div class="cf1"><span class="fs13lh1-5"> </span></div></i> &nbsp;<i><div class="cf1"><span class="fs15lh1-5"> </span></div></i> &nbsp;<i><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ispirata all’opera:</span></div></i> &nbsp;<i><div class="imTAJustify"><span class="cf1">" L' abbraccio di due clochard " Marc Chagall</span></div></i></div><i><div class="cf1"><br></div></i><i><div class="cf1"><br></div></i><i><div class="cf1"><img class="image-13" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/Linea-Retta-divisorio.png"  title="" alt="" width="970" height="3" /><br></div></i><i class="cf1"><div><br></div></i><i class="cf1"><div><br></div></i></div><div><i class="cf1"><div><img class="image-2" src="https://www.nardofotoartestoria.it/images/STEFANIA-8SESTA-FINITA-OK.png"  title="" alt="" width="113" height="181" /> <span class="fs20lh1-5">Stefania Reschi</span><span class="cf1"><i><br></i></span></div></i><i class="cf1"><div><b style="font-style: normal;" class="fs14lh1-5 cf2"><span class="fs14lh1-5 cf1">Dino Martano &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="cf3"> &nbsp;</span><span class="cf4"> &nbsp;</span><span class="cf5"> |</span></span><span class="fs8lh1-5 cf5">inserito in Blog 23092022</span></b></div></i></div><div><i><div><span class="cf1"><i><br></i></span></div></i></div><div class="cf1"><i><div><span class="cf1"><i><br></i></span></div></i></div><div class="cf1"><i><div><span class="cf1"><i><br></i></span></div></i></div><div class="cf1"><i><div><span class="cf1"><i><br></i></span></div></i></div><span class="cf1"><br></span><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><b><i class="fs16lh1-5"><br></i></b></span></div><div><span class="imTAJustify fs14lh1-5"><i><br></i></span></div><div><br></div></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 15:50:00 GMT</pubDate>
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